Il giudizio è spirituale?

Il giudizio è spirituale?

 

Troppe volte sento le persone giudicare, troppe volte.

Questo insegna bene, questo è un truffatore, questo è inutile, non serve, quella scuola non è buona, quella persona è solo fuffa, e via dicendo.

Giudicare è un modo per sentirsi forti, quindi si giudica per nascondere ciò che ci rende deboli, falsificando ciò che pensiamo ci renda forti. In che modo un giudizio può fare stare bene te stesso e chi giudichi? In che modo la spiritualità può aiutare a non giudicare? Ascoltando ciò che stiamo giudicando e specialmente il perché. Se è vero che ogni persona ci fa da specchio, forse nell’altro stiamo giudicando noi stessi in ciò che magari invidiamo, oppure secondo le nostre credenze e condizionamenti riteniamo cattiva una persona per come si è comportata, ma perché abbiamo attirato quella persona pochi se lo chiedono, e non c’è più la compassione per chi compie azioni che noi riteniamo non buone, non ci chiediamo mai in che modo quella persona è arrivata a compiere certi gesti o a comportarsi in certi modi.

Ci sono meccanismi mentali e traumi che arrivano a farci giudicare anche come una persona si veste o come mangia il gelato, si giudica qualunque cosa ormai, senza conoscere nulla del passato di tale persona, provare ad immaginare come ci si sente a sentirsi giudicati, non è una bella sensazione… quindi se sono un essere spirituale che ama incondizionatamente nulla dovrebbe farmi male, nemmeno il giudizio e nemmeno portare dolore a chi sto incolpando di colpe più o meno vere, la verità è sempre e solo personale, non c’è una verità assoluta, ma esclusivamente in base a ciò in cui credo. Se credo quindi di essere in un percorso d’amore, il giudizio non mi farà male, mi scivolerà addosso in quanto non entro più in reazione perché non ferisce il mio ego, in quanto ho imparato a gestirlo attraverso l’amore, se continuo a reagire e a giudicare, entro in un loop infinito mentale da cui non c’è più nessuna evoluzione.

Quindi se il giudizio fa male, significa che c’è qualcosa che mi tocca e su cui devo guarire, se sorrido ed entro nello spazio compassionevole, ho imparato ad amare.

Andare avanti senza giudicare, pensare al proprio percorso, senza lasciarsi frenare, è come aprire il cuore all’infinito, e allora svilupperai gratitudine verso chi ti ha fatto reagire perché comprenderai su cosa devi evolvere, e la compassione per chi ancora è schiavo del giudizio.

Tu intanto ama …

 

Mariella Calcagno.

 

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